Archivi tag: bicicletta

NOVITA’ – TRA NAVIGLI E RISAIE IN BICICLETTA

Itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

 

L’itinerario percorre degli ambienti tipici milanesi e lombardi, un tratto dei 2 navigli che portano le acque del Ticino in Milano (Naviglio Grande) e che le portano via (Naviglio Pavese) e il territorio agricolo incluso tra essi, il Parco delle Risaie, compreso nel Comune di Milano e parte del Parco Agricolo Sud.

Il percorso in bicicletta parte dalla Darsena di Porta Ticinese, imboccando l’Alzaia del Naviglio Pavese e segue in discesa le acque del canale per circa 5 km, fino all’area verde di Cantalupa, pedalando su strada a traffico promiscuo.

Si incontrano subito i primi 2 manufatti idraulici, le chiuse, che permettevano il trasporto merci su via d’acqua in entrambe le direzioni, dato che il Naviglio Pavese ha un forte dislivello fino a Pavia. La Conchetta, in piena zona urbana, copre un salto di 1,8 m., mentre la più alta e più periferica Conca Fallata permette un salto dell’acqua di 4,8 m., dove era prevista una piccola centrale idroelettrica che ne sfruttava il salto.

Poco prima della Conca Fallata vediamo, sull’altro lato del Naviglio, la Chiesa Rossa o S. Maria alla Fonte, tipico edificio romanico lombardo, ma di origini altomedievali e forse prima ancora insediamento romano. Sullo stesso lato troviamo verso la città anche le tipiche le casere, edifici passanti con più cortili che collegano il Naviglio al parallelo Corso S. Gottardo.

La ex-Cartiera Binda si era insediata nel 1857 proprio all’altezza della Conca Fallata, dove il Naviglio incrocia il fiume Lambro, per sfruttarne l’energia generata dal salto dell’acqua tra i 2 corsi d’acqua. Il piccolo borgo autosufficiente, con case operaie e mensa oltre allo stabilimento produttivo, dismesso dal 1997, è stato oggetto di riqualificazione urbana negli anni 2003-6.

Si prosegue poi nella periferia di Milano, dove il paesaggio inizia a cambiare, con costruzioni rurali, campi seminati, volatili di varie specie: sembra di essere fuori dalla città. Si imbocca la via Gattinara, che ci consente di superare con un cavalcavia l’autostrada del Giovi. Si entra nel Parco delle Risaie, porzione cittadina del Parco Agricolo Sud e si percorrono piccole strade tra campi agricoli, coltivati per la maggior parte a risaie, che saranno in avanzato stato di crescita, con le loro spighe dorate. Sul percorso troviamo la Chiesetta e la Cascina di S. Marchetto e la Cascina Battivacco (con anche allevamento di bovini), un vecchio mulino, numerose rogge ed orti, qualche altra cascina ancora attiva o diroccata.

Ritorneremo in area più urbana in zona Ronchetto sul Naviglio, per raggiungere il Naviglio Grande: con la nuova passerella pedonale si passa sull’Alzaia, percorso ciclabile di circa 5 Km che ci riporta alla Darsena. Lungo questa troviamo numerosi luoghi ed edifici storici interessanti, che ci parlano della storia e delle attività artigianali, industriali e agricole di Milano.

Vediamo sulla sponda opposta, la Ripa, l’ex complesso industriale della Richard Ginori, con il suo ponte mobile in ferro del 1908 e il binario tronco della ferrovia che lo percorreva. Dopo la chiusura della fabbrica nel 1996, l’area è stato già oggetto in parte di una riqualificazione funzionale, che sta per essere completata in questo periodo.

Lungo l’Alzaia, con accesso al canale, si sono trasferite qui le storiche Canottieri Milano e Canottieri Olona, fino agli anni ’20 insediatesi in Darsena. La chiesetta di S. Cristoforo, con il suo svettante campanile segna il paesaggio ancora poco urbanizzato, una delle poche chiese doppie esistenti e realizzata sotto i Visconti.

Si raggiunge quindi il tratto finale del Naviglio Grande, la zona totalmente pedonale e ciclabile, dove troviamo un tessuto di case a ringhiera, con laboratori di artigiani, frammisti ad osterie e botteghe, tra cui si trova il vicolo Lavandai. Infine cercheremo di comprendere perché e quando furono aperti i navigli, la ‘vita di un tempo’ e le attività legate al naviglio, tra cui il trasporto del marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo. Non mancano episodi di Street art lungo entrambi i Navigli.


  • Ritrovo: ore 9,30 in piazza XXIV Maggio (lato Mercato Comunale), muniti di bicicletta.
  • Percorso: 15 km circa, pianeggiante, facile, ad anello, su strade asfaltate e pista ciclabile, percorribile con ogni tipo di bicicletta (si consiglia l’utilizzo di biciclette per cicloturismo)
  • Arrivo: verso le ore 12,30 rientro in Darsena
  • Durata: 3h circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 18, € 9 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: chiedere per eventuale necessità di noleggio bicicletta o di bike-sharing, cui bisogna provvedere autonomamente.
NOTE NOVITA’
DATA PROVVISORIA
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 3 ore
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 18; under 18 €9; under 10 € 5

NOVITA’ – DAL DUOMO AI NUOVI GRATTACIELI IN BICICLETTA: alla scoperta del punto più alto di Milano

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

L’itinerario si svolge nella città esistente, dal suo luogo centrale, il Duomo, e va a alla scoperta dei grattacieli di Milano a partire dai “grattacieli gemelli” di Piazza Piemonte (1923) alle Tre Torri di CityLife (2015-in costruzione) …..anche con qualche divagazione….

Seguendo principalmente le piste ciclabili esistenti o appena realizzate, faremo un percorso a zig zag che cerca di toccare tutti gli edifici che pian piano hanno superato l’altezza della Madonnina del Duomo (108,50 m), collocata sulla guglia maggiore nel 1774 a protezione della città e per convenzione il punto più alto di Milano.

La Torre Littoria o Branca (1933; 180 m) nel Parco Sempione, la Torre Velasca dello Studio BBPR (1951-58; 107 m) hanno mantenuto una altezza di poco inferiore, cosi come in precedenza la Casa-Torre Rasini di Giò Ponti ai Bastioni di Porta Venezia, la Torre Snia Viscosa (1935-37) in piazza S. Babila.

Successivamente la Torre Breda di Luigi Mattioni (1954; 116 m) in piazza della Repubblica, la Torre Galfa di Melchiorre Bega (1955-58; di recente oggetto di riqualificazione edilizia) ed il Grattacielo Pirelli (1956-60; 127 m; ristrutturato dopo l’incidente del 2002) l’hanno invece superata. Ma su quest’ultimo l’architetto Giò Ponti ha fatto collocare sulla sommità una statua della Madonnina alta 85 cm per confermarne il ruolo per Milano. E su Palazzo Lombardia nel 2010, coi suoi 161 m. di altezza, è stato fatto lo stesso.

Di fronte troviamo la nuova Torre Gioia 22 (fine prevista nel 2021; 121 m) e la Torre degli Uffici Comunali (90m; attualmente oggetto di concorso internazionale)

Con le torri dell’area Garibaldi Repubblica si sono raggiunte altezze considerevoli, ma non è stato superato Palazzo Lombardia. Si attraversa quindi il nuovo Parco Biblioteca degli Alberi seguendo dei percorsi ciclopedonali, per avere una vista d’insieme dell’intervento urbano di Porta Nuova cominciato nel 2005 con Torre Unicredit (150 m), Torre Solaria (143 m), Bosco Verticale (140 m), Torre Diamante (140 m) la interessante struttura della Torre Unipol (120 m) in costruzione.

Imbocchiamo poi la pista ciclabile di via Gioia per arrivare alla Conca dell’Incoronata, dove il Naviglio della Martesana con le acqua dell’Adda arrivava in città per poi unirsi alla cerchia interna dei navigli oggi coperta. Su questo asse ci concediamo una divagazione dal tema, con gli edifici neoclassici delle 2 stazioni di Porta Nuova (1840 e 1850), le Cucine Economiche neoromaniche di Broggi, l’edificio liberty sede della Società Cooperativa Ferroviaria Suburbana (1905-10) in via Monte Grappa.

Raggiungiamo quindi il Parco Sempione, su pista ciclabile girando attorno al Castello Sforzesco, per vederne la torre del Filarete ricostruita da Luca Beltrami (1905), poi all’interno del Parco la Torre Branca, fino ad arrivare ai primi “grattacieli” di Milano del 1925, posti sul tridente di piazza Piemonte.

All’estremità opposta, sull’asse della centrale via Washington (e di via Buonarroti, su cui troviamo il Liberty di Sommaruga nella Villa Romeo Faccanoni) si attestano le Tre Torri di CityLife, come fondale contemporaneo a una impostazione urbana ottocentesca per isolati geometrici e assi visuali: le torri Isozaki, Hadid (finita nel 2018; 175 m) e Libeskind (appena terminata; 170 m) sono oggi il cuore del nuovo quartiere; sulla più alta d’Italia, la Torre Isozaki (209 m) è stata posta sulla sommità nel 2017 un’altra Madonnina.

Concluderemo il tour con un percorso attorno e all’interno dell’area del quartiere di Citylife e del suo Parco, per coglierne i rapporti tra i vari edifici nuovi e quelli esistenti.


  • Ritrovo: ore 10 in piazza Duomo sotto la statua di Vittorio Emanuele, muniti di bicicletta o di monopattino elettrico
  • Percorso: 15 km circa, sulle piste ciclabili esistenti in città e su strade asfaltate
  • Arrivo: verso le ore 12,15 a CityLife
  • Durata: 2h 15′ circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 15, € 7,50 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: è possibile fare il percorso con il monopattino elettrico

 

 

NOTE NOVITA’
DATA PROVVISORIA
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 2 ore e 15 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 15, under 18 € 7,50, under 10 € 5

NOVITA’ – DAL DUOMO AI NUOVI GRATTACIELI IN BICICLETTA: alla scoperta del punto più alto di Milano

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

L’itinerario si svolge nella città esistente, dal suo luogo centrale, il Duomo, e va a alla scoperta dei grattacieli di Milano a partire dai “grattacieli gemelli” di Piazza Piemonte (1923) alle Tre Torri di CityLife (2015-in costruzione) …..anche con qualche divagazione….

Seguendo principalmente le piste ciclabili esistenti o appena realizzate, faremo un percorso a zig zag che cerca di toccare tutti gli edifici che pian piano hanno superato l’altezza della Madonnina del Duomo (108,50 m), collocata sulla guglia maggiore nel 1774 a protezione della città e per convenzione il punto più alto di Milano.

La Torre Littoria o Branca (1933; 180 m) nel Parco Sempione, la Torre Velasca dello Studio BBPR (1951-58; 107 m) hanno mantenuto una altezza di poco inferiore, cosi come in precedenza la Casa-Torre Rasini di Giò Ponti ai Bastioni di Porta Venezia, la Torre Snia Viscosa (1935-37) in piazza S. Babila.

Successivamente la Torre Breda di Luigi Mattioni (1954; 116 m) in piazza della Repubblica, la Torre Galfa di Melchiorre Bega (1955-58; di recente oggetto di riqualificazione edilizia) ed il Grattacielo Pirelli (1956-60; 127 m; ristrutturato dopo l’incidente del 2002) l’hanno invece superata. Ma su quest’ultimo l’architetto Giò Ponti ha fatto collocare sulla sommità una statua della Madonnina alta 85 cm per confermarne il ruolo per Milano. E su Palazzo Lombardia nel 2010, coi suoi 161 m. di altezza, è stato fatto lo stesso.

Di fronte troviamo la nuova Torre Gioia 22 (fine prevista nel 2021; 121 m) e la Torre degli Uffici Comunali (90m; attualmente oggetto di concorso internazionale)

Con le torri dell’area Garibaldi Repubblica si sono raggiunte altezze considerevoli, ma non è stato superato Palazzo Lombardia. Si attraversa quindi il nuovo Parco Biblioteca degli Alberi seguendo dei percorsi ciclopedonali, per avere una vista d’insieme dell’intervento urbano di Porta Nuova cominciato nel 2005 con Torre Unicredit (150 m), Torre Solaria (143 m), Bosco Verticale (140 m), Torre Diamante (140 m) la interessante struttura della Torre Unipol (120 m) in costruzione.

Imbocchiamo poi la pista ciclabile di via Gioia per arrivare alla Conca dell’Incoronata, dove il Naviglio della Martesana con le acqua dell’Adda arrivava in città per poi unirsi alla cerchia interna dei navigli oggi coperta. Su questo asse ci concediamo una divagazione dal tema, con gli edifici neoclassici delle 2 stazioni di Porta Nuova (1840 e 1850), le Cucine Economiche neoromaniche di Broggi, l’edificio liberty sede della Società Cooperativa Ferroviaria Suburbana (1905-10) in via Monte Grappa.

Raggiungiamo quindi il Parco Sempione, su pista ciclabile girando attorno al Castello Sforzesco, per vederne la torre del Filarete ricostruita da Luca Beltrami (1905), poi all’interno del Parco la Torre Branca, fino ad arrivare ai primi “grattacieli” di Milano del 1925, posti sul tridente di piazza Piemonte.

All’estremità opposta, sull’asse della centrale via Washington (e di via Buonarroti, su cui troviamo il Liberty di Sommaruga nella Villa Romeo Faccanoni) si attestano le Tre Torri di CityLife, come fondale contemporaneo a una impostazione urbana ottocentesca per isolati geometrici e assi visuali: le torri Isozaki, Hadid (finita nel 2018; 175 m) e Libeskind (appena terminata; 170 m) sono oggi il cuore del nuovo quartiere; sulla più alta d’Italia, la Torre Isozaki (209 m) è stata posta sulla sommità nel 2017 un’altra Madonnina.

Concluderemo il tour con un percorso attorno e all’interno dell’area del quartiere di Citylife e del suo Parco, per coglierne i rapporti tra i vari edifici nuovi e quelli esistenti.


  • Ritrovo: ore 10 in piazza Duomo sotto la statua di Vittorio Emanuele, muniti di bicicletta o di monopattino elettrico
  • Percorso: 15 km circa, sulle piste ciclabili esistenti in città e su strade asfaltate
  • Arrivo: verso le ore 12,15 a CityLife
  • Durata: 2h 15′ circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 15, € 7,50 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: è possibile fare il percorso con il monopattino elettrico

 

 

NOTE VISITA ANNULLATA
NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 2 ore e 15 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 15, under 18 € 7,50, under 10 € 5

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NOVITA’ – TRA NAVIGLI E RISAIE IN BICICLETTA

Itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

 

L’itinerario percorre degli ambienti tipici milanesi e lombardi, un tratto dei 2 navigli che portano le acque del Ticino in Milano (Naviglio Grande) e che le portano via (Naviglio Pavese) e il territorio agricolo incluso tra essi, il Parco delle Risaie, compreso nel Comune di Milano e parte del Parco Agricolo Sud.

Il percorso in bicicletta parte dalla Darsena di Porta Ticinese, imboccando l’Alzaia del Naviglio Pavese e segue in discesa le acque del canale per circa 5 km, fino all’area verde di Cantalupa, pedalando su strada a traffico promiscuo.

Si incontrano subito i primi 2 manufatti idraulici, le chiuse, che permettevano il trasporto merci su via d’acqua in entrambe le direzioni, dato che il Naviglio Pavese ha un forte dislivello fino a Pavia. La Conchetta, in piena zona urbana, copre un salto di 1,8 m., mentre la più alta e più periferica Conca Fallata permette un salto dell’acqua di 4,8 m., dove era prevista una piccola centrale idroelettrica che ne sfruttava il salto.

Poco prima della Conca Fallata vediamo, sull’altro lato del Naviglio, la Chiesa Rossa o S. Maria alla Fonte, tipico edificio romanico lombardo, ma di origini altomedievali e forse prima ancora insediamento romano. Sullo stesso lato troviamo verso la città anche le tipiche le casere, edifici passanti con più cortili che collegano il Naviglio al parallelo Corso S. Gottardo.

La ex-Cartiera Binda si era insediata nel 1857 proprio all’altezza della Conca Fallata, dove il Naviglio incrocia il fiume Lambro, per sfruttarne l’energia generata dal salto dell’acqua tra i 2 corsi d’acqua. Il piccolo borgo autosufficiente, con case operaie e mensa oltre allo stabilimento produttivo, dismesso dal 1997, è stato oggetto di riqualificazione urbana negli anni 2003-6.

Si prosegue poi nella periferia di Milano, dove il paesaggio inizia a cambiare, con costruzioni rurali, campi seminati, volatili di varie specie: sembra di essere fuori dalla città. Si imbocca la via Gattinara, che ci consente di superare con un cavalcavia l’autostrada del Giovi. Si entra nel Parco delle Risaie, porzione cittadina del Parco Agricolo Sud e si percorrono piccole strade tra campi agricoli, coltivati per la maggior parte a risaie, che saranno in avanzato stato di crescita, con le loro spighe dorate. Sul percorso troviamo la Chiesetta e la Cascina di S. Marchetto e la Cascina Battivacco (con anche allevamento di bovini), un vecchio mulino, numerose rogge ed orti, qualche altra cascina ancora attiva o diroccata.

Ritorneremo in area più urbana in zona Ronchetto sul Naviglio, per raggiungere il Naviglio Grande: con la nuova passerella pedonale si passa sull’Alzaia, percorso ciclabile di circa 5 Km che ci riporta alla Darsena. Lungo questa troviamo numerosi luoghi ed edifici storici interessanti, che ci parlano della storia e delle attività artigianali, industriali e agricole di Milano.

Vediamo sulla sponda opposta, la Ripa, l’ex complesso industriale della Richard Ginori, con il suo ponte mobile in ferro del 1908 e il binario tronco della ferrovia che lo percorreva. Dopo la chiusura della fabbrica nel 1996, l’area è stato già oggetto in parte di una riqualificazione funzionale, che sta per essere completata in questo periodo.

Lungo l’Alzaia, con accesso al canale, si sono trasferite qui le storiche Canottieri Milano e Canottieri Olona, fino agli anni ’20 insediatesi in Darsena. La chiesetta di S. Cristoforo, con il suo svettante campanile segna il paesaggio ancora poco urbanizzato, una delle poche chiese doppie esistenti e realizzata sotto i Visconti.

Si raggiunge quindi il tratto finale del Naviglio Grande, la zona totalmente pedonale e ciclabile, dove troviamo un tessuto di case a ringhiera, con laboratori di artigiani, frammisti ad osterie e botteghe, tra cui si trova il vicolo Lavandai. Infine cercheremo di comprendere perché e quando furono aperti i navigli, la ‘vita di un tempo’ e le attività legate al naviglio, tra cui il trasporto del marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo. Non mancano episodi di Street art lungo entrambi i Navigli.


  • Ritrovo: ore 9,30 in piazza XXIV Maggio (lato Mercato Comunale), muniti di bicicletta.
  • Percorso: 15 km circa, pianeggiante, facile, ad anello, su strade asfaltate e pista ciclabile, percorribile con ogni tipo di bicicletta (si consiglia l’utilizzo di biciclette per cicloturismo)
  • Arrivo: verso le ore 12,30 rientro in Darsena
  • Durata: 3h circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 18, € 9 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: chiedere per eventuale necessità di noleggio bicicletta o di bike-sharing, cui bisogna provvedere autonomamente.
NOTE NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 3 ore
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 18; under 18 €9; under 10 € 5

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NOVITA’ – DAL DUOMO AI NUOVI GRATTACIELI IN BICICLETTA: alla scoperta del punto più alto di Milano

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

L’itinerario si svolge nella città esistente, dal suo luogo centrale, il Duomo, e va a alla scoperta dei grattacieli di Milano a partire dai “grattacieli gemelli” di Piazza Piemonte (1923) alle Tre Torri di CityLife (2015-in costruzione) …..anche con qualche divagazione….

Seguendo principalmente le piste ciclabili esistenti o appena realizzate, faremo un percorso a zig zag che cerca di toccare tutti gli edifici che pian piano hanno superato l’altezza della Madonnina del Duomo (108,50 m), collocata sulla guglia maggiore nel 1774 a protezione della città e per convenzione il punto più alto di Milano.

La Torre Littoria o Branca (1933; 180 m) nel Parco Sempione, la Torre Velasca dello Studio BBPR (1951-58; 107 m) hanno mantenuto una altezza di poco inferiore, cosi come in precedenza la Casa-Torre Rasini di Giò Ponti ai Bastioni di Porta Venezia, la Torre Snia Viscosa (1935-37) in piazza S. Babila.

Successivamente la Torre Breda di Luigi Mattioni (1954; 116 m) in piazza della Repubblica, la Torre Galfa di Melchiorre Bega (1955-58; di recente oggetto di riqualificazione edilizia) ed il Grattacielo Pirelli (1956-60; 127 m; ristrutturato dopo l’incidente del 2002) l’hanno invece superata. Ma su quest’ultimo l’architetto Giò Ponti ha fatto collocare sulla sommità una statua della Madonnina alta 85 cm per confermarne il ruolo per Milano. E su Palazzo Lombardia nel 2010, coi suoi 161 m. di altezza, è stato fatto lo stesso.

Di fronte troviamo la nuova Torre Gioia 22 (fine prevista nel 2021; 121 m) e la Torre degli Uffici Comunali (90m; attualmente oggetto di concorso internazionale)

Con le torri dell’area Garibaldi Repubblica si sono raggiunte altezze considerevoli, ma non è stato superato Palazzo Lombardia. Si attraversa quindi il nuovo Parco Biblioteca degli Alberi seguendo dei percorsi ciclopedonali, per avere una vista d’insieme dell’intervento urbano di Porta Nuova cominciato nel 2005 con Torre Unicredit (150 m), Torre Solaria (143 m), Bosco Verticale (140 m), Torre Diamante (140 m) la interessante struttura della Torre Unipol (120 m) in costruzione.

Imbocchiamo poi la pista ciclabile di via Gioia per arrivare alla Conca dell’Incoronata, dove il Naviglio della Martesana con le acqua dell’Adda arrivava in città per poi unirsi alla cerchia interna dei navigli oggi coperta. Su questo asse ci concediamo una divagazione dal tema, con gli edifici neoclassici delle 2 stazioni di Porta Nuova (1840 e 1850), le Cucine Economiche neoromaniche di Broggi, l’edificio liberty sede della Società Cooperativa Ferroviaria Suburbana (1905-10) in via Monte Grappa.

Raggiungiamo quindi il Parco Sempione, su pista ciclabile girando attorno al Castello Sforzesco, per vederne la torre del Filarete ricostruita da Luca Beltrami (1905), poi all’interno del Parco la Torre Branca, fino ad arrivare ai primi “grattacieli” di Milano del 1925, posti sul tridente di piazza Piemonte.

All’estremità opposta, sull’asse della centrale via Washington si attestano le Tre Torri di CityLife, come fondale contemporaneo a una impostazione urbana ottocentesca per isolati geometrici e assi visuali: le torri Isozaki, Hadid (finita nel 2018; 175 m) e Libeskind (appena terminata; 170 m) sono oggi il cuore del nuovo quartiere; sulla più alta d’Italia, la Torre Isozaki (209 m) è stata posta sulla sommità nel 2017 un’altra Madonnina.

Concluderemo il tour con un percorso attorno e all’interno dell’area del quartiere di Citylife e del suo Parco, per coglierne i rapporti tra i vari edifici nuovi e quelli esistenti.


  • Ritrovo: ore 10 in piazza Duomo sotto la statua di Vittorio Emanuele, muniti di bicicletta o di monopattino elettrico
  • Percorso: 15 km circa, sulle piste ciclabili esistenti in città e su strade asfaltate
  • Arrivo: verso le ore 12 a CityLife
  • Durata: 2h circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 15, € 7,50 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: è possibile fare il percorso con il monopattino elettrico

 

 

NOTE NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 2 ore e 15 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 15, under 18 € 7,50, under 10 € 5

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NOVITA’ – TRA NAVIGLI E RISAIE IN BICICLETTA

Itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

 

L’itinerario percorre degli ambienti tipici milanesi e lombardi, un tratto dei 2 navigli che portano le acque del Ticino in Milano (Naviglio Grande) e che le portano via (Naviglio Pavese) e il territorio agricolo incluso tra essi, il Parco delle Risaie, compreso nel Comune di Milano e parte del Parco Agricolo Sud.

Il percorso in bicicletta parte dalla Darsena di Porta Ticinese, imboccando l’Alzaia del Naviglio Pavese e segue in discesa le acque del canale per circa 5 km, fino all’area verde di Cantalupa, pedalando su strada a traffico promiscuo.

Si incontrano subito i primi 2 manufatti idraulici, le chiuse, che permettevano il trasporto merci su via d’acqua in entrambe le direzioni, dato che il Naviglio Pavese ha un forte dislivello fino a Pavia. La Conchetta, in piena zona urbana, copre un salto di 1,8 m., mentre la più alta e più periferica Conca Fallata permette un salto dell’acqua di 4,8 m., dove era prevista una piccola centrale idroelettrica che ne sfruttava il salto.

Poco prima della Conca Fallata vediamo, sull’altro lato del Naviglio, la Chiesa Rossa o S. Maria alla Fonte, tipico edificio romanico lombardo, ma di origini altomedievali e forse prima ancora insediamento romano. Sullo stesso lato troviamo verso la città anche le tipiche le casere, edifici passanti con più cortili che collegano il Naviglio al parallelo Corso S. Gottardo.

La ex-Cartiera Binda si era insediata nel 1857 proprio all’altezza della Conca Fallata, dove il Naviglio incrocia il fiume Lambro, per sfruttarne l’energia generata dal salto dell’acqua tra i 2 corsi d’acqua. Il piccolo borgo autosufficiente, con case operaie e mensa oltre allo stabilimento produttivo, dismesso dal 1997, è stato oggetto di riqualificazione urbana negli anni 2003-6.

Si prosegue poi nella periferia di Milano, dove il paesaggio inizia a cambiare, con costruzioni rurali, campi seminati, volatili di varie specie: sembra di essere fuori dalla città. Si imbocca la via Gattinara, che ci consente di superare con un cavalcavia l’autostrada del Giovi. Si entra nel Parco delle Risaie, porzione cittadina del Parco Agricolo Sud e si percorrono piccole strade tra campi agricoli, coltivati per la maggior parte a risaie, che saranno in avanzato stato di crescita, con le loro spighe dorate. Sul percorso troviamo la Chiesetta e la Cascina di S. Marchetto e la Cascina Battivacco (con anche allevamento di bovini), un vecchio mulino, numerose rogge ed orti, qualche altra cascina ancora attiva o diroccata.

Ritorneremo in area più urbana in zona Ronchetto sul Naviglio, per raggiungere il Naviglio Grande: con la nuova passerella pedonale si passa sull’Alzaia, percorso ciclabile di circa 5 Km che ci riporta alla Darsena. Lungo questa troviamo numerosi luoghi ed edifici storici interessanti, che ci parlano della storia e delle attività artigianali, industriali e agricole di Milano.

Vediamo sulla sponda opposta, la Ripa, l’ex complesso industriale della Richard Ginori, con il suo ponte mobile in ferro del 1908 e il binario tronco della ferrovia che lo percorreva. Dopo la chiusura della fabbrica nel 1996, l’area è stato già oggetto in parte di una riqualificazione funzionale, che sta per essere completata in questo periodo.

Lungo l’Alzaia, con accesso al canale, si sono trasferite qui le storiche Canottieri Milano e Canottieri Olona, fino agli anni ’20 insediatesi in Darsena. La chiesetta di S. Cristoforo, con il suo svettante campanile segna il paesaggio ancora poco urbanizzato, una delle poche chiese doppie esistenti e realizzata sotto i Visconti.

Si raggiunge quindi il tratto finale del Naviglio Grande, la zona totalmente pedonale e ciclabile, dove troviamo un tessuto di case a ringhiera, con laboratori di artigiani, frammisti ad osterie e botteghe, tra cui si trova il vicolo Lavandai. Infine cercheremo di comprendere perché e quando furono aperti i navigli, la ‘vita di un tempo’ e le attività legate al naviglio, tra cui il trasporto del marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo. Non mancano episodi di Street art lungo entrambi i Navigli.


  • Ritrovo: ore 9,30 in piazza XXIV Maggio (lato Mercato Comunale), muniti di bicicletta.
  • Percorso: 15 km circa, pianeggiante, facile, ad anello, su strade asfaltate e pista ciclabile, percorribile con ogni tipo di bicicletta (si consiglia l’utilizzo di biciclette per cicloturismo)
  • Arrivo: verso le ore 12,30 rientro in Darsena
  • Durata: 3h circa, comprensive di soste con spiegazioni
  • Costo: € 18, € 9 per under 18, € 5 per under 10
  • Note: Chiedere per eventuale necessità di noleggio bicicletta o di bike-sharing, cui bisogna provvedere autonomamente.
NOTE NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 3 ore
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 18; under 18 €9; under 10 € 5

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