Archivi tag: Porta Ticinese

NOVITA’ – PORTA TICINESE: storie e leggende tra sacro e profano

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

NOVITA’

Il complesso basilicale visto da piazza Vetra

L’area su cui sorge la Basilica S. Lorenzo è ricca di storia, dal periodo romano (con forse un porto), alla seicentesca ‘colonna infame’, da Piazza Vetra come luogo di esecuzioni capitali, fino agli odierni Parco delle basiliche e locali serali della movida milanese.

La visita in esterno del complesso ed articolato organismo architettonico di S. Lorenzo ci permette di scoprire le molte vicende storiche che lo hanno segnato: dalle origini paleocristiane, con materiali di reimpiego della città romana, fino al crollo della cupola dell’unica chiesa a Milano con la pianta centrale originaria, con il conseguente rifacimento cinquecentesco e la facciata neorinascimentale. Anche le 16 colonne romane antistanti, fronte del quadriportico della basilica paleocristiana e fino agli anni ’30 integrate alle abitazioni successive, lasciano ancora oggi aperte molte domande sul loro effettivo uso e provenienza. Divide il corso di Porta Ticinese l’antica Porta Cicca, una delle due rimaste della cinta medievale, voluta da Azzone Visconti, come ulteriore rinforzo della protezione della città.

Il racconto della vita dei milanesi che hanno abitato nei secoli quest’area scandisce la visita: piazza Vetra è stata luogo di pubblico supplizio dal XI sec. a inizio ‘800, su un palco di legno avvenivano anche i roghi delle streghe. I conciatori di pelli, detti ‘vetraschi’, vi lavoravano essendoci acqua corrente, ma in un clima malsano. Si continua con la storia degli untori manzoniani Mora e Piazza, e con il ricordo della colonna infame qui innalzata; e poi la malavita milanese con la storia della Rosetta. Infine la Street Art si è espressa in modo interessante anche sui muri grigi attorno alla Basilica.

 

NOTE NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Durata 1 ora e 30 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 12

Clicca qui per procedere con l’iscrizione alla visita!

NOVITA’ – STREET ART NEL QUARTIERE ISOLA: da Arnold al Piccolo Principe, da Cappuccetto Rosso a Gaber: quando i muri diventano arte!

Itinerario guidato da Monica Torri, architetto e guida turistica

NOVITA’

Nel vivace quartiere dell’Isola, tra case di ringhiera e botteghe artigiane, a due passi da quei grattacieli vetrati di Porta Nuova che sono l’emblema della modernità, l’anima popolare e artistica della zona è, letteralmente, scritta sui muri! Le serrande dei negozi, i tunnel della metropolitana, i ponti, le centraline semaforiche: ogni spazio è diventato una… pagina bianca che si accende di colori.

Al Frida per esempio, che dei locali del quartiere è forse il più celebre, i muri sono una festa per gli occhi: il celebre Arnold di Zibe che si ritrova un po’ dovunque nei dintorni, divide il muro con il colorato Willow. Ma sono solo le prime esplosioni di colore che colpiscono, tra frasi, volti, caricature di ogni sorta che popolano ovunque il cortile del locale. Sullo stretto passaggio di via Strabone, a parte Mork e lo strano stencil dedicato a Gaber “Anche per oggi non si vola”, sono più che altro le tags che compaiono, in un’invasione non esattamente artistica che documenta l’origine contestatoria della Street Art.

Ma a pochi passi, nella vicina piazza Archinto, gli esterni di un Autoricambi si fanno arte, con alcuni degli artisti di strada più conosciuti e apprezzati: Ozmo, Microbo e Ryan Spring Dooley. Poco più in là, il romano Hogre, famoso per i suoi interventi artistici polemici, ha reinterpretato con decori ispirati ai tattoo, un negozio di pelletteria, mentre Pao, con la sua riconoscibile impronta ironica, popola gli incroci con i personaggi del cartone giapponese Hello Spank.

Talvolta, i contenuti divengono spunti poetici, come nel Piccolo Principe di Saint-Exupéry, ma anche nelle gigantesche farfalle multicolore o nel Cappuccetto Rosso che, con il “suo” lupo, compare nel tunnel della metropolitana, in una rivisitazione che ribalta i contenuti della celebre fiaba. Si tratta solo di alcune delle opere più curiose che rientrano nel progetto EscoadIsola, frutto del coinvolgimento di artisti affermati come Mr Blob, e degli studenti del Liceo Artistico Boccioni: un tentativo di dar voce agli artisti più giovani, per renderli protagonisti di un ambizioso (e riuscito!) intervento di riqualificazione del quartiere, a partire dall’arte e dal colore.

Percorso a caccia di murales, nel quartiere dell’Isola

 

 

 

NOTE NOVITA’
Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
Possibilità di aperitivo o cena in zona
Durata 1 ora e 30 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 12

Clicca qui per procedere con l’iscrizione alla visita!

PORTA TICINESE E PARCO delle BASILICHE: storie e leggende tra sacro e profano

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

Il complesso basilicale visto da piazza Vetra

L’area su cui sorge la Basilica S. Lorenzo è ricca di storia, dal periodo romano (con forse un porto), alla seicentesca ‘colonna infame’, da Piazza Vetra come luogo di esecuzioni capitali, fino agli odierni Parco delle basiliche e locali serali della movida milanese.

La visita in esterno del complesso ed articolato organismo architettonico di S. Lorenzo ci permette di scoprire le molte vicende storiche che lo hanno segnato: dalle origini paleocristiane, con materiali di reimpiego della città romana, fino al crollo della cupola dell’unica chiesa a Milano con la pianta centrale originaria, con il conseguente rifacimento cinquecentesco e la facciata neorinascimentale. Anche le 16 colonne romane antistanti, fronte del quadriportico della basilica paleocristiana e fino agli anni ’30 integrate alle abitazioni successive, lasciano ancora oggi aperte molte domande sul loro effettivo uso e provenienza. Divide il corso di Porta Ticinese l’antica Porta Cicca, una delle due rimaste della cinta medievale, voluta da Azzone Visconti, come ulteriore rinforzo della protezione della città.

Il racconto della vita dei milanesi che hanno abitato nei secoli quest’area scandisce la visita: piazza Vetra è stata luogo di pubblico supplizio dal XI sec. a inizio ‘800, su un palco di legno avvenivano anche i roghi delle streghe. I conciatori di pelli, detti ‘vetraschi’, vi lavoravano essendoci acqua corrente, ma in un clima malsano. Si continua con la storia degli untori manzoniani Mora e Piazza, e con il ricordo della colonna infame qui innalzata; e poi la malavita milanese con la storia della Rosetta. Infine la Street Art si è espressa in modo interessante anche sui muri grigi attorno alla Basilica.

 

NOTE Per il ciclo di visite MILANO ALL’APERTO
4 POSTI DISPONIBILI
Durata 2 ore
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 15

Clicca qui per procedere con l’iscrizione alla visita!

PORTA TICINESE: storie e leggende tra sacro e profano attorno a S.LORENZO

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

Il complesso basilicale visto da piazza Vetra

L’area su cui sorge la Basilica S. Lorenzo è ricca di storia, dal periodo romano (con forse un porto), alla seicentesca ‘colonna infame’, da Piazza Vetra come luogo di esecuzioni capitali, fino agli odierni Parco delle basiliche e locali serali della movida milanese.

La visita in esterno del complesso ed articolato organismo architettonico di S. Lorenzo ci permette di scoprire le molte vicende storiche che lo hanno segnato: dalle origini paleocristiane, con materiali di reimpiego della città romana, fino al crollo della cupola dell’unica chiesa a Milano con la pianta centrale originaria, con il conseguente rifacimento cinquecentesco e la facciata neorinascimentale. Anche le 16 colonne romane antistanti, fronte del quadriportico della basilica paleocristiana e fino agli anni ’30 integrate alle abitazioni successive, lasciano ancora oggi aperte molte domande sul loro effettivo uso e provenienza. Divide il corso di Porta Ticinese l’antica Porta Cicca, una delle due rimaste della cinta medievale, voluta da Azzone Visconti, come ulteriore rinforzo della protezione della città.

Il racconto della vita dei milanesi che hanno abitato nei secoli quest’area scandisce la visita: piazza Vetra è stata luogo di pubblico supplizio dal XI sec. a inizio ‘800, su un palco di legno avvenivano anche i roghi delle streghe. I conciatori di pelli, detti ‘vetraschi’, vi lavoravano essendoci acqua corrente, ma in un clima malsano. Si continua con la storia degli untori manzoniani Mora e Piazza, e con il ricordo della colonna infame qui innalzata; e poi la malavita milanese con la storia della Rosetta. Infine la Street Art si è espressa in modo interessante anche sui muri grigi attorno alla Basilica.

 

NOTE
Durata 1 ora e 30 minuti
Ritrovo 10 minuti prima dell’orario indicato – il punto di ritrovo verrà comunicato via mail agli iscritti
Costo visita € 10

Clicca qui per procedere con l’iscrizione alla visita!

ATTORNO A S. LORENZO: storie e leggende tra sacro e profano a PORTA TICINESE

itinerario guidato da Marta Candiani, architetto e guida turistica

L’area su cui sorge la Basilica S. Lorenzo è ricca di storia, dal periodo romano (con forse un porto), alla seicentesca ‘colonna infame’, da Piazza Vetra come luogo di esecuzioni capitali, fino agli odierni Parco delle basiliche e locali serali della movida milanese.

La visita in esterno del complesso ed articolato organismo architettonico di S. Lorenzo ci permette di scoprire le molte vicende storiche che lo hanno segnato: dalle origini paleocristiane, con materiali di reimpiego della città romana, fino al crollo della cupola dell’unica chiesa a Milano con la pianta centrale originaria, con il conseguente rifacimento cinquecentesco e la facciata neorinascimentale.

Anche le 16 colonne romane antistanti, fronte del quadriportico della basilica paleocristiana e fino agli anni ’30 integrate alle abitazioni successive, lasciano ancora oggi aperte molte domande sul loro effettivo uso e provenienza.

Divide il corso di Porta Ticinese l’antica Porta Cicca, una delle due rimaste della cinta medievale, voluta da Azzone Visconti, come ulteriore rinforzo della protezione della città.

NOTE
Durata 1 ora e 30 min.
Ritrovo davanti alla facciata della chiesa (tram 3, bus 94), 10 min. prima dell’orario indicato
Costo € 10