itinerario a piedi guidato da Monica Torri, architetto e guida turistica

La chiesa è quella che si affaccia su via Sant’Antonio, a due passi dalla Statale: severa e forse anche poco invitante, come molte chiese di Milano, in realtà nasconde un importante tesoro d’arte e di storia. A partire da quella presenza antoniana cara ai Milanesi, per quei “porcelli” che curavano ilFuoco di Sant’Antonio, o per la meraviglia di quel chiostro quattrocentesco che le si stringe accanto.
Ma la vera meraviglia si svela all’interno dell’edificio, ricostruito dai Teatini alla fine del Cinquecento: sotto la volta seicentesca firmata dai Carloni, si accende un tripudio di colori, nelle opere diCerano, Tanzio da Varallo, Moncalvo, Figinoe in una magnifica serie di dipinti dedicati al tema della Natività. Come quella diLudovico Carracci(1611-12), che, ispirata ai Vangeli Apocrifi, incanta per la dolcezza dei pastori o il pendant delMorazzone, con l’Adorazione dei Magi (1611), splendido esempio di come la chiesa della Controriforma abbia usato il potere delle immagini e la loro misteriosa simbologia, per finire nella Cappella Acerbi con la delicata eppure potente rappresentazione dell’Annunciazione, eseguita nel 1610-11 daG. C. Procaccini. Arte, storia, leggende e simbologie, nascoste oltre la culla del Bambin Gesù.
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